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LO STUDIO DI REGISTRAZIONE ONLINE & IL MASTERING ONLINE

La difficoltà principale nel trattare un discorso sul mastering, o sul mastering online, risiede nell'immensità di informazioni che compongono l'argomento.
Ci sarebbero così tante cose da dire che difficilmente basterebbe un sito internet per contenerle tutte.
Quando ci viene chiesto "che cos'è il mastering?"; "come si fa?"; "quanto 'cambia' ancora il brano?" cerchiamo di rispondere con metafore e similitudini in campo automobilistico o edilizio, della scultura o dell'artigianato che, per quanto possano risultare geniali e semplici, non rispondono in modo molto approfondito.

Sicuramente il modo migliore per comprendere questa fase è di confrontarsi con uno degli ingegneri dello studio di registrazione online. Nonostante ciò abbiamo visto che, per comprendere un argomento così vasto, è necessario isolare i fattori più importanti e dare una spiegazione obiettiva, cosicché ognuno possa sviluppare il suo punto di vista personale.

Questo è ciò che cercheremo di fare in questa pagina dedicata ad uno dei servizi "di punta" dello studio di registrazione online a marchio VARP™: il mastering online.

Che cosa è il mastering online?
Ci viene incontro il glossario di VARP™ - Studio di Registrazione Online

Per comprendere questo vasto argomento, è necessario chiarire prima di tutto che cosa è, perché esiste, la sua storia e le definizioni di base.
Estrapoleremo in questa sede alcune delle informazioni più importanti dal glossario di VARP™, creato e tenuto in costante aggiornamento per i professionisti dello studio.

Master, mastering, pre-mastering. Definizioni di base

Ciò che noi oggi chiamiamo mastering, o mastering online, dovrebbe in realtà essere chiamato "pre-mastering".

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Notiamo, per prima cosa che la radice comune di tutte queste parole è “master”. Quindi, dal nostro glossario:

Master. Dall’inglese “master copy”, ovvero “copia originale”. Si chiama così in quanto è la copia originale, la matrice, da cui verranno stampate tutte le successive copie. Esempio classico: quando si vuole stampare una serie di CD l’azienda addetta richiede sempre il “Master CD” del disco. Questa è la copia originale che verrà duplicata un “x” numero di volte: 1000 copie, 10.000 copie, ecc.
Approfondimento: talvolta, invece si parla di “glass master”, “copia originale di vetro”. Questa non è altro che uno stampo in vetro sul quale sono stati incisi tutti i dati del master CD e tramite un particolare processo di replicazione, vengono stampate tutte le copie.

Mastering. definizione numero 1: processo di creazione del master. Vengono incisi sul supporto (vinile, nastro magnetico, CD, ecc) i brani che verranno duplicati.

Quindi, tecnicamente, quella che di solito chiamiamo mastering audio è in realtà la fase di pre-mastering.

Mastering. definizione numero 2: gergo che indica la fase di pre-mastering.
Pre-Mastering. la fase che viene prima (pre-) del mastering. Nasce verso la fine degli anni ’40 con l’introduzione del nastro magnetico.
In passato i primi mezzi di distribuzione della musica erano vinili. Questi avevano poca reazione dinamica e una risposta in frequenza molto limitata, pertanto l’ampiezza (il volume, che corrispondeva alla profondità del solco fisico sul vinile) delle singole frequenze doveva essere accuratamente controllata.
In questa fase si ottimizzano le tracce stereo prodotte nel missaggio per il supporto di destinazione (vinile, nastro, CD, mp3, ecc) e vengono ulteriormente controllate (in volume e frequenza) per rendere i brani del prodotto discografico omogenei fra di loro.

Leggendo le definizioni si può già intuire il perché esiste e qual è la sua storia. Approfondiamoli.

Perché il mastering: la sua storia

Per comprendere appieno questa fase della produzione musicale, dobbiamo fare un viaggio nel passato.
Come abbiamo visto nelle definizioni tratte dal glossario di VARP™, Studio di Registrazione Online, il mastering nasce intorno alla fine degli anni '40, anni in cui nel campo dell'audio ci fu una rivoluzione: l'avvento del nastro magnetico.
Per essere precisi, il primo nastro magnetico per registrazioni audio fu inventato nel 1928, successivamente prodotto nel 1935 in Germania, ma commercializzato nel mondo più di un decennio dopo...

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Prima che il nastro magnetico fosse commercializzato e usato per le registrazioni audio, l’incisione della musica avveniva direttamente su un cilindro composto da una cera particolare che veniva fatto girare da un tornio. L’ingegnere del suono mixava i vari strumenti senza però poterli ascoltare; venivano registrati direttamente e fisicamente (meccanicamente) su questo supporto. Solo in seguito potevano essere riprodotti.

I primi esperimenti di registrazione su nastro, o meglio, su filo (uno speciale un filo di acciaio) risalgono al Telegrafono del 1898. Questo permetteva di registrare gli impulsi binari di un telegrafo (il codice morse).
La Siemens produsse grossi registratori su filo d’acciaio che furono poi sostituiti dai Telefunken a nastro magnetico.

L’invenzione del nastro magnetico si deve a Fritz Pfleumer, in Germania, nel 1928.
Nel 1935, sempre in Germania, viene prodotto il primo registratore a nastro (Telefunken).
Questo veniva usato per registrare opere e concerti, nonché discorsi politici.
Rimase “confinato” entro i confini tedeschi per via della seconda guerra mondiale. Infatti, dopo il conflitto, questa tecnologia incominciò a diffondersi in tutto il mondo.

A partire dalla fine degli anni ’40 iniziò la “rivoluzione” del mercato discografico grazie al nastro magnetico e viceversa.
Dopo che tutte le sessioni di registrazione terminavano, finalmente potevano essere trasferite su nastro mono o stereo con una perdita di qualità minima.
Le esigenze del mercato discografico spinsero a produrre nastri con caratteristiche tecniche superiori. Furono infatti prodotti nastri di qualità superiore e i famosissimi registratori a bobina multi-traccia (24 tracce audio).

Iniziarono così a nascere gli studi di mastering. Prima che il master su nastro venisse tagliato, l’ingegnere del suono lo sottoponeva a ulteriori processi elettronici (compressione, equalizzazione, ecc) e il risultato era, per i tempi, a dir poco “sbalorditivo”: le registrazioni prendevano vita.

Nel 1963 vengono immesse sul mercato le prime musicassette, la diffusione di massa inizia due anni più tardi in Germania.

Nel 1967 viene inventato il primo registratore digitale basato su un brevetto di Alec Reeves (del 1937), mentre negli anni ’70 viene effettuata la prima registrazione musicale su computer da Thomas Stockham.

Nel 1978 viene registrato il primo LP interamente in digitale usando il 3M Digital Audio Mastering System come sistema di registrazione.

Ancor prima degli anni ’80 (fine anni ’70) vede la luce il primo prototipo di Compact Disc (CD) la cui qualità audio era ancora un compromesso con le dimensioni del supporto.

I supporti di distribuzione non seguivano la stessa velocità delle innovazioni tecnologiche applicate al campo dell'audio iniziate negli anni '40.
Per molti anni la musica era distribuita al pubblico su vinili prima e musicassette dopo.
I CD, gli mp3 e gli mp4 arrivarono relativamente tardi sul mercato rispetto alle grandi rivoluzioni che erano già avvenute all'interno degli studi di registrazione.

Come abbiamo accennato nei vari approfondimenti, vinili e musicassette erano caratterizzati da una bassa reazione dinamica e da una risposta in frequenza molto limitata.
Occorreva, quindi, che il prodotto stereo (o mono) ottenuto in fase di missaggio venisse ulteriormente controllato in dinamica e in frequenza.
Questa fase veniva affidata a ingegneri del suono e studi specializzati, in una nuova fase chiamata mastering.

 

I due scopi fondamentali del mastering (online, analogico o digitale )

Il primo scopo è quello di controllare il suono e ottimizzarlo in base al supporto di destinazione (CD, mp3, mp4, vinile, ecc), tenendo in considerazione la compressione applicata dalle radio.
Questo viene fatto con l'uso di equalizzatori, compressori, limiter,ecc sia in stereo che in MS (mid-side, ovvero il mono viene trattato separatamente dallo stereo).
Ci sono molte sfumature e variabili che fanno parte di questo particolare processo, ma questi sono i fondamenti nella loro essenzialità.

Il secondo scopo è di rendere omogeneo il prodotto discografico, armonizzando i brani fra di loro (per quanto riguarda il loro volume e il loro sound).
In questa fase si decidono i secondi che separano una canzone dall'altra, le "sfumature" di ingresso e di uscita (fade in, fade out).

Quando il mastering online viene eseguito con cura e perfezione può davvero cambiare le "sorti" di un brano.
Può determinarne il successo e in moltissimi casi l'ha fatto.
Alcune tecniche sviluppate in decine di anni da VARP™, i cosiddetti "segreti del mestiere", sono a tua totale disposizione.

Gli ingegneri del suono dello studio di registrazione online a marchio VARP™, sono a tua disposizione per offrirti il miglior servizio di mastering (analogico o digitale) online.

 
Non aspettare, richiedi subito informazioni per il tuo mastering online!

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